Agevolazioni prima casa successioni e donazioni

Agevolazioni prima casa successioni e donazioni

“Anche nel caso di trasferimento per successione e donazione si può parlare di agevolazioni prima casa e i requisiti sia soggettivi che oggettivi che richiede la legge sono identici a quelli di cui si è parlato per acquisti a titolo oneroso. Si deve trattare di un erede o di un donatario persona fisica, deve essere un immobile ad uso abitativo, non deve essere un immobile di lusso e quindi non deve rientrare nelle categorie catastali A1/a8/a9, né essere un ufficio e quindi rientrare nella categoria catastale a10″.

“Il donatario deve avere la residenza in quel comune o deve impegnarsi a trasferirla entro 18 mesi, non deve rivendere entro i cinque anni dalla successione o dalla donazione e soprattutto deve dichiarare di non avere la prepossidenza di un altro immobile acquistato con le agevolazioni prima casa”.

“Anche nel caso di successioni e donazioni è possibile bypassare il requisito della prepossidenza e quindi pur non essendosi sbarazzati del bene preposseduto, impegnarsi a venderlo o a donarlo entro l’anno dall’acquisto agevolato. Per quanto riguarda l’aliquota agevolata nel caso in cui la successione o la donazione sia tassata come prima casa, l’agevolazione consiste in una riduzione dell’imposta ipotecaria – che dal 2% passa all’imposta fissa di 200 euro – , e dell’imposta catastale – che dall’1% passa anch’essa a una somma fissa di 200 euro”.

“La particolarietà che caratterizza l’imposta prima casa applicata alle successioni e donazioni è quella del fenomeno del beneficiario in estensione. “Se un immobile viene ereditato o acquistato a titolo di donazione da più persone, perché tutto l’acquisto venga tassato come prima casa è sufficiente che sia dotata di requisiti prima casa anche soltanto una persona”.

One Response

  1. Nella nostra rubrica dedicata a “La casa in pillole”, il notaio Valentina Rubertelli, consigliere nazionale del Notariato, spiega quali sono i problemi legati a una donazione immobiliare e come fare per tutelarsi. I legittimari del donante – siano essi il coniuge o i discendenti in linea retta – possono esperire nei confronti del immobile donato una duplice azione. La prima, spiega il notaio Rubertelli, ” un’azione di riduzione con cui il legittimario si fa dichiarare con una sentenza dal giudice che effettivamente quella donazione e stata lesiva dei suoi diritti; la seconda, e l’azione legale restitutoria, con cui il legittimario leso potra andare a riprendersi quel bene, dal patrimonio del donatario o dal patrimonio di chi ha comprato quel bene, qualora fosse stato venduto”.

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