Occupazione abusiva di immobile privato

Occupazione abusiva di immobile privato

Quando c’è occupazione abusiva di immobile privato, il danno subito dal proprietario deriva dalla perdita della disponibilità del bene e dalla impossibilità di conseguire l’utilità da esso ricavabile. A chiarirlo il Tribunale di Roma.

Come sottolineato da un articolo del quotidiano Il Sole 24 Ore, la Corte di Appello di Napoli è inoltre intervenuta chiarendo i confini tra occupazione abusiva e usucapione di un bene in compossesso.

Usurpazione proprietà privata

Il caso riguarda due proprietari. Uno ha convenuto in giudizio l’altro, sostenendo di essere comproprietario della metà indivisa di una strada privata che lo separava dall’altro. Il godimento comune di tale strada, della durata di 45 anni, è stato interrotto il 4 agosto 2013, quando il convenuto si è impossessato di una porzione, delimitandola con paletti, catene e segnaletica orizzontale e destinandola in parte a posti auto e in parte a spazio di manovra riservato a facilitare l’accesso al proprio ingresso carrabile

A fronte dell’arbitraria iniziativa della controparte, il proprietario attore ha cercato di tutelarsi inizialmente in via possessoria, esponendo che il regolamento condominiale della proprietà occupante indicava l’esistenza di una divisione e di una servitù di passaggio e ha chiesto i danni per l’occupazione abusiva.

Con la sentenza n. 11004/2019, il Tribunale di Roma ha affermato che la proprietà usurpata ha ragione, dato che con il regolamento di condominio predisposto dall’originario unico proprietario dell’intero edificio, ove sia stato accettato dagli iniziali acquirenti dei singoli appartamenti e regolarmente trascritto nei registri immobiliari, si produce l’effetto traslativo, quindi l’esistenza della comproprietà. Il Tribunale ha quindi condannato l’altra proprietà a togliere paletti e segnaletica e a risarcire 13mila euro.

Usucapione immobile vs occupazione abusiva di immobile

Con la sentenza n. 2396/2019, la Corte di Appello di Napoli è intervenuta in un caso che ha avuto origine dall’atto di citazione con il quale i proprietari di un appartamento facente parte della palazzina “A” di un complesso edilizio hanno convocato in giudizio la proprietaria e il coniuge di tre unità immobiliari ubicate nella medesima palazzina, in quanto occupanti senza titolo del terrazzo di copertura, in compossesso con i ricorrenti, chiedendone il rilascio e la condanna dei coniugi al risarcimento per l’occupazione abusiva. I coniugi, a loro volta, hanno chiesto che venisse dichiarata l’usucapione.

Il Tribunale di Torre Annunziata ha accolto la domanda ordinando ai convenuti la consegna delle chiavi agli altri condòmini al fine di favorirne il libero accesso. Tale posizione è stata confermata dalla Corte di Appello, che ha disposto un risarcimento per il mancato uso. La Corte di Appello ha anche respinto l’usucapione perché le indicazioni sulle date erano troppo generiche.

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